Per informazioni
E-mail: info@chirurgiacolorettale.eu

Stitichezza

Che cosa è la stitichezza

La stitichezza (o stipsi) è un disturbo che assume significati diversi per persone diverse. Più comunemente, si riferisce a evacuazioni infrequenti, ma può anche riferirsi ad una diminuzione del volume o del peso delle feci, la necessità di sforzarsi per poter evacuare, un senso di evacuazione incompleta, o la necessità dell’utilizzo di clisteri, supposte o lassativi al fine di mantenere la regolarità interstinale.

Si definisce stipsi la presenza nell’ultimo anno per almeno 12 settimane non necessariamente consecutive d meno di due evacuazioni a settimana oppure almeno due dei seguenti disturbi in almeno il 25% delle evacuazioni: meno di tre evacuazioni a settimana,sforzo evacuativo, feci dure o caprine, sensazione di evacuazione incompleta, sensazione di blocco/ostruzione retto anale, utilizzo di manovre manuali. La stipsi è piuttosto frequente nei paesi occidentali, con una prevalenza pari a 8-28%: e’ più frequente nel genere femminile (rapporto M:F pari a 1:4) e nella popolazione sopra i 65 anni di età. e un

Solitamente le abitudini intestinali sono influenzate dalla dieta. Nei paesi industrializzati la dieta in media include da 12 a 15 grammi di fibre al giorno, anche se sono raccomandati dai 25 ai 30 grammi al giorno di fibre e circa da 1.5 a 2 litri di liquidi al giorno per una corretta funzione intestinale. Mangiare cibi ad alto contenuto di fibre, tra cui la crusca, grano macinato, pane integrale e alcuni tipi di frutta e verdura, contribuisce a fornire quei 25-30 grammi di fibre al giorno che sono raccomandate per una regolare funzione intestinale.

Anche l'esercizio fisico influisce positivamente sul funzionamento del colon.

 

Cause della stipsi

Ci possono essere diverse cause per la stipsi, talvolta simultanee, compreso l’inadeguato apporto giornaliero di fibre e liquidi, uno stile di vita sedentario, e cambiamenti ambientali. La stipsi può essere aggravata dai viaggi, dalla gravidanza o dai cambiamenti nella dieta. In alcune persone può derivare dal reiterato comportamento di ignorare lo stimolo ad andare di corpo.

Cause più gravi di stitichezza invece includono patologie espansive che possono restringere il lume del colon. E’ pertanto consigliabile chiedere il parere di un chirurgo colo-rettale quando la stitichezza persiste.

Gli individui affetti da lesioni del midollo spinale spesso hanno problemi di stitichezza. Essa può essere un sintomo di diabete e può anche essere associata a sclerodermia, o a disturbi del sistema nervoso o endocrino, comprese le malattie della tiroide, la sclerosi multipla e il morbo di Parkinson.

Inoltre molti farmaci tra cui antidolorifici, antidepressivi, tranquillanti e altri farmaci psichiatrici, i farmaci per il controllo della pressione sanguigna, i diuretici, gli integratori di ferro, gli integratori di calcio, e l’alluminio contenuto negli antiacidi, possono rallentare il movimento del colon e peggiorare la stipsi.

La stipsi non secondaria a patologie del sistema nervoso o metaboliche come quelle sopra ricordate si definisce stipsi funzionale. La stipsi funzionale può essere a sua volta suddivisa in stipsi da rallentato transito o da alterazione della fase espulsiva. La stipsi da rallentato transito (con un tempo di transito oro-anale > 96 hh) può essere distinta poi in inertia coli, legata ad un ridotto numero di conrazioni propulsive del colon e ad accumulo di feci nel colon destro, e in stispi da aumento delle contrazioni non propulsive nel colon sinistro.  La stipsi da alterazione della fase espulsiva riconosce fra le sue cause  l’invaginazione, il rettocele e la dissinergia addomino-pelvica, condizione in cui alla contrazione della muscolatura addominale e all’aumento delle pressione nel retto durante il tentativo di evacuare non corrisponde un rilasciamento degli sfinteri.

 

Quando recarsi dal medico per la stitichezza

Qualsiasi modificazione permanente delle abitudini intestinali, come l’aumento o diminuzione nella frequenza delle evacuazioni o del volume delle feci o una maggiore difficoltà a evacuare necessitano di una valutazione medica. Ogni volta che i sintomi della stipsi persistono per più di tre settimane si deve consultare il medico di base. Allo stesso modo se dovesse comparire sangue nelle feci bisogna consultare immediatamente il proprio medico.

L’esame digitale della zona ano-rettale è di solito il primo passo, dal momento che è relativamente semplice e può fornire importanti indizi per l’identificazione delle cause alla base del problema. L'esame dell'intestino, sia con un endoscopio flessibile (colonscopia), sia mediante un radiografia con bario (Rx clisma opaco), può aiutare a individuare il problema ed escludere patologie gravi che causano stitichezza, come polipi, tumori, o malattia diverticolare. Se viene identificato un problema anatomico, il trattamento può essere mirato alla correzione di tale anomalia.

Altri test possono identificare specifiche cause funzionali per indirizzare il tipo di trattamento. Ad esempio gli esami radiologici con marcatori per lo studio del transito intestinale (in cui il paziente ingoia una capsula contenente dei marcatori che sono visualizzabili nelle radiografie effettuate più volte nell'arco di diversi giorni) che potrebbero fornire indizi utili riguardanti dei disturbi della funzionalità muscolare intrinseca dell'intestino. Altri test fisiologici valutano la funzione dell’ano e del retto. Questi test possono includere la valutazione dei riflessi dei muscoli anali che controllano l’evacuazione, utilizzando un piccolo catetere di plastica (manometria anorettale), o delle radiografie che permettono di valutare la funzione dell'ano e del retto durante la defecazione (defeco grafia o defeco-risonanza magnetica).

In molti casi non si possono identificare specifiche cause anatomiche o funzionali, e la causa della stipsi è detta pertanto aspecifica.

 

Il trattamento della stipsi

Dieta:   La maggior parte dei pazienti affetti da stipsi sono trattati con successo mediante l'aggiunta nella dieta di cibi ricchi di fibre come la crusca, il grano macinato, il pane integrale e alcuni tipi di frutta e verdura, insieme all’aumento dell’assunzione di liquidi. I liquidi sono fondamentali nel mantenere le feci morbide. Si devono bere per lo meno 6-8 bicchieri (1,5-2 litri) di liquido al giorno.  La zuppa, il te' e le spremute vengono considerati come liquidi opportuni. Integratori di fibre contenenti fibre vegetali indigeribili come la crusca, sono spesso consigliati e possono fornire molti benefici oltre che a migliorare la stitichezza. Essi possono contribuire infatti ad abbassare i livelli di colesterolo, ridurre il rischio di sviluppare i polipi e il cancro del colon, e possono aiutare a prevenire l’insorgere di una patologia emorroidaria sintomatica. Gli integratori di fibre possono impiegare diverse settimane, a volte mesi, prima di raggiungere piena efficacia, ma non sono né pericolosi né possono dare assuefazione come invece fanno alcuni lassativi quando ve ne sia un abuso.

Attività fisica:  è molto importante eseguire quotidianamente un'attività fisica, anche solo sotto forma di piccole passeggiate o semplici esercizi che contribuiscono a mantenere un buon tono della muscolatura intestinale.  Se si suda molto, bisogna compensare con una corrispondente introduzione di liquidi.

Cambiamenti nello stile di vita: per alcuni pazienti può anche essere molto utile la designazione di un momento specifico durante la giornata per evacuare. Inoltre bisogna evitare di ingorare lo stimolo ad andare di corpo.
Lassativi:  di solito vengono impiegati in modo scorretto.  Esistono diversi tipi con azione differente.  Non necessariamente i lassativi provocano danno, ma anzi, se impiegati in modo corretto, rappresentano un buon aiuto, insieme alla dieta, per la regolarizzazione delle funzioni intestinali. Viceversa, se si utilizzano in modo improprio, rendono l’intestino "pigro", riducendo il suo tono muscolare e obbligando il paziente ad una inutile e pericolosa assuefazione. Lassativi, clisteri o supposte dovrebbe essere utilizzati solo quando indicato e sempre sotto monitoraggio da parte del medico.

In alcuni casi può essere utilizzato il bio-feedback per riabilitare la ridotta funzionalità dei muscoli dello sfintere anale.

Solo in rari casi sono necessari interventi chirurgici per trattare la stitichezza. Potete discuterne con il vostro chirurgo colo-rettale in maniera più dettagliata, per scegliere il trattamento migliore per voi.

 

Cos’è un chirurgo colo-rettale?

I chirurghi colo-rettali sono dei chirurghi specializzati nel trattamento chirurgico e non-chirurgico delle malattie del colon, del retto e dell’ano. Essi hanno conseguito un training avanzato nel trattamento delle malattie colo-rettali in aggiunta alla specializzazione in chirurgia generale. I chirurghi colo-rettali trattano patologie benigne e maligne, eseguono esami di screening e quando necessario attuano il trattamento chirurgico della malattia.

 

Stitichezza (Stipsi)

Per un consulto privato

391.4213781

Lasciando il numero sarà piu facile e veloce ricontattarti

Loading ...
Grazie per averci contattato

La nostra equipe

Sito web curato da Pierpaolo Sileri
La nostra équipe si avvale di specialisti di elevata professionalità e lunga esperienza nel campo della coloproctologia.
CHIRURGIA:
Pierpaolo Sileri, Luana Franceschilli e Agostino Scozzarra

Pierpaolo
Sileri

Universita' di Roma Tor Vergata Chiru ...

vai alla scheda

Hamid
Golizadeh

Medicina interna

vai alla scheda

Agostino
Scozzarro

Endoscopia terapeutica e gastroenterolog ...

vai alla scheda

Le nostre sedi

UNIVERSITA' DI ROMA TOR VERGATA POLICLINICO TOR VERGATA

Viale Oxford 81, 00133


Ambulatorio di Proctologia

LUN 9-12, VEN 9-12 previo appuntamento attraverso CUP chiamare il numero 803333

prolasso.rettale@ptvonline.it

CLINICA SANATRIX

Via di Trasone 61, 00199 Roma


Per appuntamenti:
Tel. 391.4213781

Copyright © Chirurgia colon-rettale e mini invasiva

Sito web realizzato da web agency romaWeb Agency Roma rekuest.com*